roma

Il maestro De Felice frequenta Roma sin dal 1929, quando fugge da Terni e da un lavoro avvilente, e subito assorbe l'atmosfera frizzante che in quegli anni si respira nella capitale.

Da un punto di vista umano sono anni duri e difficili segnati da duro lavoro e da studio forsennato, ma da un punto di vista professionale sono anni di proficue ed interessanti conoscenze con i personaggi pił in vista ed innovativi del panorama artistico-culturale della cittą capitolina e probabilmente dell'Italia tutta.

Sono gli anni iniziali del fascismo ma soprattutto della Scuola Romana, dell'espressionismo e della profondissima amicizia con lo scultore Pericle Fazzini grazie al quale conosce personaggi come Guttuso, Guzzi, Montanarini, Tamburi, Ungaretti, De Libero.

Qui raccoglie le prime positive critiche e anche i primi successi legati a sculture quali "Adolescente con l'Ocarina".

Un periodo che, vissuto intensamente ed appassionatamente, crea le basi del De Felice futuro e che lo proietta in un mondo artistico di dimensione europea.

Durante la guerra De Felice lavora come professore all'Accademia di Belle Arti e vi rimane sino alle battute conclusive del conflitto quando, a causa della drammaticitą degli eventi, torna a Terni.

Nel dopoguerra il legame tra il maestro e la capitale si consolida e si rafforza con mostre, amicizie, soggiorni e Roma diventa, assieme a Parigi, la seconda casa di De Felice.

Qui vive anche il suo momento pił doloroso quando nel 1982 viene investito da un'auto pirata mentre si sta recando nel suo studio di Trastevere.

Un evento che lo porta ad un volontario esilio nella natia Torreorsina.

 

Alcune immagini dello studio di Roma:

 

 

 

 

 

 

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